Tutti conosciamo l'effetto del transito di un corpo opaco in fronte di una sorgente luminosa. Su scala umana è semplicemente l'ombra dell'oggetto, su scala astronomica è una eclisse che, per esperienza comune, è di Luna.
Ovviamente, visti da Terra, anche i due pianeti interni del sistema solare, Venere e Mercurio, transitano davanti al Sole e generano una eclisse come si puo vedere nella seguente, seppur nuvolosa, immagine.

Ora, da circa poco piu di 20 anni, si sa che anche altre stelle hanno un loro sistema planetario e, tra i vari metodi possibili per la ricerca di tali pianeti, il metodo dei transiti è uno dei piu utilizzati, sia a livello professionale che amatoriale. Infatti, contrariamente a quello che si puo pensare, la strumentazione richiesta per tali osservazioni è nell'ambito delle possibilità di molti astrofili come si può vedere consultando anche il sito UAI.
Stimolati da questa possibilità, tre soci del circolo astrofili di Santa Maria di Sala, Francesco Scaggiante, Danilo Zardin e Marco Fiaschi, hanno pensato, qualche anno fa, di iniziare la raccolta dati in tale settore inviando le loro misure ad un sito, gestito dalla Facoltà di Astronomia della Università di Brno, che costituisce un archivio, liberamente consultabile, a livello europeo.

Una tipica immagine è la seguente, dove si vede bene la diminuzione di flusso luminoso dovuto al transito del pianeta.

Nello stesso periodo, si era costituito al circolo astrofili di Marghera, un gruppo di lavoro sulle stelle di classe spettrale B con righe di emissione coordinato dal nostro amico Antonio Tegon e composto da Elisabetta Artusi, Giancarlo Conselvan e Danilo Zardin.

Purtroppo, come tutti sappiamo, Antonio è mancato, e il lavoro del gruppo si è fermato anche se, proprio in suo ricordo, c'è la volontà di riprendere quanto prima tale ricerca. E' nata allora l'idea di utilizzare la doppia iscrizione di Danilo al circolo astrofili salese e al nostro, per accedere ai dati ottenuti dal loro telescopio per analizzarne in proprio l'andamento. Dopo alcuni tentativi con il programma dell'AAVSO "Astroimage", e con il programma della NASA "EXOTIC", ci siamo infine concentrati sul programma dell'ESA "HOPS". Tale scelta è stata motivata dal fatto che, con lo scopo di raccogliere dati e informazioni su di un certo numero di esopianeti, in vista del lancio, nei prossimi anni, del satellite ARIEL, l'ESA ha attivato il servizio EXOCLOCK che, agli iscritti, segnala le stelle con possibili transiti da monitorare e, dopo aver valutato la validita dei dati ricevuti, li archivia in via definitiva.

Per avere uniformità nella elaborazione dei dati, viene quindi richiesto di utilizzare il programma sviluppato a tale scopo, che è appunto "HOPS". Un esempio dei risultati che si possono ottenere, è visibile nella figura sottostante che riguarda un transito planetario sulla stella Qatar-9.


Come si puo notare, in tutti i grafici viene evidenziata una differenza tra inizio e fine del transito, così come previsto dalle misure iniziali, e i dati effettivamente ottenuti. Ciò fa pensare a una analogia con la scoperta di Nettuno che induceva sfasamenti nella posizione di Urano. Scopo del satellite ARIEL sarà monitorare questa tipologia di transiti in quanto indicativa, non di un singolo pianeta, ma di un probabile sistema planetario.